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Drone economico o professionale? Troviamo il giusto compromesso Dopo un paio di anni dall’uscita sul mercato dei primi Droni commerciali, ci si è posti frequentemente il problema su cosa acquistare, e cioè ci si chiedeva, se conveniva acquistare un Drone economico ma che presentasse magari, discrete qualità e ottime caratteristiche o puntare direttamente verso un Drone professionale. Bisogna dire, che la differenza tra  Droni economici e Droni professionale è abbastanza marcata, soprattutto per quanto riguarda la fotocamera che monta, la sua autonomia di volo e il suo raggio d’azione. Sul mercato, infatti, possiamo trovare ottimi Droni che possono essere inseriti contemporaneamente, sia nella categoria di Droni economici, che in quella di Droni professionali, diremo, un giusto compromesso tra prezzo e qualità. Tra tutte le varietà esistenti, le marche che spiccano sicuramente tra tutte sono: la marca Parrot e la DJI che con alcuni dei loro modelli di fascia media, propongono un livello medio – alto di qualità, con prezzi che rientrano facilmente sotto i 1.000 euro.
Per esempio il Drone Parrot AR 2.0 si propone come prodotto che punta ad una fascia di mercato intermedia, adatta sia a chi è alle prime armi grazie alla modalità di pilotaggio Absolute Control, ma anche a coloro che hanno già una minima esperienza nel mondo dei droni. Nello specifico il Drone Parrot AR 2.0, è uno di quei Droni adatti sia per un utilizzo al chiuso  che per un’utilizzo all’aperto. Grazie alla sua fotocamera HD e al suo sistema di stabilizzazione, è un Drone economico ma che garantisce un’alta qualità delle immagini prodotte. ar drone 2 telnetPer farlo volare basta installare un’applicazione gratuita sul proprio Smartphone o sul Tablet dal nome AR.ar drone 2 stability Mentre la DJI con il suo Phantom 2 Vision offre un Drone economico dal punto di vista del prezzo, ma un pò più professionale dal punto di vista delle prestazioni.drone where to buy
Infatti, il Phantom 2 Vision pur essendo un Drone economico, oltre ad effettuare le normalissime riprese video, che non rappresentano il massimo della qualità ma che garantiscono comunque un ottimo risultato finale,  è possibile inoltre, utilizzarlo anche nel trasporto di piccoli oggetti e pesi semplicemente legandoli nella parte inferiore del Drone stesso. Ancora, possiede una batteria potenziata che garantisce un autonomia di volo pari a 25 minuti, molto più accettabile rispetto alla normale autonomia degli altri Droni presenti sul mercato che garantiscono tra i 10 e i 15 minuti.ar drone 2 ersatzteile Ovviamente dobbiamo fare molto attenzione nel non confondere un Drone professionale con i Droni commerciali che hanno come scopo quello di un sano e puro divertimento.ar drone gps review Con l’acquisizione nel 2012 del 57 per cento della svizzeraar drone 2 unstable
Parrot ha fatto il salto dal mondo dei droni per consumer a quello dei microvelivoli professionali. D’altronde, dopo il mezzo milione diDrone di prima e seconda generazione venduti nel mondo al colosso del wireless mobile mancava appunto il tassello che gli consentisse di piazzarsi in altri settori fondamentali: dall’uso giornalistico per la realizzazione di reportage al controllo delle infrastrutture, passando per applicazioni ambientali o agricole di precisione (basti pensare a cosa sta combinando Chris Anderson con la sua 3D Robotics), il potenziale delle drone technologies è infatti molto promettente. Paris Air Show di Le Bourget in corso fino al 23 giugno nella Ville Lumière l’azienda francese presenta la nuova versione del suo AR.Drone oltre a eBee, il drone professionale ultraleggero e Pix4D, il programma 3D di mappatura aerea digitale. Continua dopo il video Prima, nel 2010, è stato appunto l’AR.Drone, il quadricottero comandabile via Wi-Fi attraverso il proprio smartphone, equipaggiato di due fotocamere.
Due anni dopo quello storico appuntamento del CES 2010, Parrot ha svelato l’Drone 2.0, rassicurante evoluzione del fratello maggiore: più elegante e robusto, davvero aperto a tutti e fuori dalla cerchia degli smanettoni volanti. Autonomia di volo spinta a 18 minuti e introduzione del Flight Recorder, sorta di scatola nera in grado di registrare circa due ore di video in HD. L’uso di questi modelli è d’altronde a metà strada fra il ludico e il ricreativo: una specie di supermodellismo del XXI secolo. Tuttavia la qualità delle immagini e dei componenti l’hanno reso qualcosa di più, pronto a diverse personalizzazioni. Mezzo miliardo di pezzi venduti, d’altronde, è una cifra che parla da sola: “ Sono convinto che sarà merito delle aziende high-tech se i droni civili potranno evolversi e progredire", ha detto Henri Seydoux, fondatore e CEO di Parrot". "La meccanica e la fisica sono importanti, naturalmente, ma ciò che sta facendo e farà la differenza risiede nei software.
Abbiamo lavorato su questo tema per anni, e siamo oggi leader di mercato dei micro-drone grazie alla nostra acquisizione della quota di maggioranza di senseFly”. La novità più recente e su cui si concentra la curiosità di visitatori e addetti ai lavori parigini è invece eBee, il piccolo velivolo ultraleggero già nelAla fissa, pesa meno di 700 grammi ed è dotato di una fotocamera ad alta definizione (16 Mpixel) oltre a un sistema di pilotaggio automatico integrato. Il comparto dei droni civili è in piena esplosione: servirà per mappare siti in costruzione o ampie aree naturali e urbane, ispezionare infrastrutture di trasporto e telecomunicazione, agricoltura e allevamenti 2.0, protezione dell’ambiente. Ma anche progetti immobiliari, protezione civile e calamità naturali, monitoraggio di siti industriali, dalle fabbriche alle centrali elettriche. I piccoli assistenti volanti scatteranno, misureranno, osserveranno e ci consentiranno in tempo reale di avere la situazione più chiara, sfornare valutazioni più dettagliate, sbagliare meno.
Fra l’altro, eBee – che ha un’apertura alare inferiore al metro e un’autonomia di volo di 45 minuti – è dotato anche di un software di pianificazione e di controllo intuitivo, compresa la pianificazione 3D in volo e la possibilità di coordinarsi con uno stormo di droni, e un programma di fotogrammetria professionale in grado di trasformare le immagini aeree in precise mappe georeferenziate in 2D o 3D. Si tratta di Pix4D, un software, anche questo presentato a Parigi, sviluppato anche grazie all’accordo con la École polytechnique fédérale di Losanna, quella di Clip-Air. Mentre altri microdroni sono dietro l’angolo, di eBee se ne vendono oltre 60 al mese. Ci hanno già mappato la foresta di Tanoé, in Costa d’Avorio, e le piantagioni di palma in Nouamou, oltre 50 km di territorio al confine ghanese e ivoriano, consentendo di valutare le varietà botaniche in un’area quasi off limits. This opera is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.