ar drone parrot recensione

Al momento della sua uscita, nel 2012, in molti se n’erano innamorati. Da quel momento, l’Ar.Drone di Parrot è diventato il primo vero best seller nel campo degli aeromobili a pilotaggio remoto. Drone è tornato in versione 2.0, migliorato e pronto a incontrare sempre di più i gusti degli utenti. Dal punto di vista estetico, il drone assomiglia parecchio al suo predecessore. Detto ciò, non mancano le novità. La più importante è la nuova videocamera da 720p, che realizza filmati di qualità decisamente superiore, la nuova scocca più resistente e la funzione di flip, che permette una serie di incredibili acrobazie semplicemente premendo un tasto. Il principio fondamentale, alla base del successo del drone di Parrot, rimane invariato. Si inserisce la batteria, si scarica l’app dallo smartphone Android, ci si collega via WiFi al velivolo e si comincia a pilotarlo, visualizzando sul display quello che lo stesso riprende dalla videocamera. Tramite touchscreen e i sensori di movimento del cellulare si può iniziare a pilotare l’Ar.

Drone 2.0 scegliendo la configurazione di comandi che si preferisce e facendo attenzione, specie se è la prima volta, a avere a disposizione uno spazio privo di ostacoli e ampio a sufficienza. Dopo un po’ di pratica – in realtà basta qualche ora – il drone sarà controllabile con una maggior facilità e si riusciranno a eseguire le acrobazie anche negli spazi ristretti, a patto di prendere qualche rischio.
black ops 2 maxis drone upgrade Grazie ai sensori a ultrasuoni, accelerometro, magnetometro, giroscopio e alla fotocamera, infatti, il sistema controlla costantemente altezza e velocità, in modo da regolarsi in base agli ostacoli quando viene lasciato senza comandi.
parrot ar drone 2 caratteristicheQuesto permette, nel caso il velivolo uscisse dalla portata del WiFi, di evitare o limitare le cadute e i danneggiamenti.
parrot ar drone koffer

L’unico tallone d’Achille, semmai, è rappresentato dalla batteria, che difficilmente garantisce più di 10 minuti (mai più di 15) e richiede poco meno di un’ora per essere ricaricata. Per quanto riguarda il prezzo, l’Ar.Drone 2.0 è acquistabile a circa 300 euro sul sito ufficiale e su una serie di portali di e-commerce. I punti di forza dell’Ar.Drone 2.0 sono gli stessi del suo illustre predecessore: un rapporto qualità/prezzo ottimale, la relativa semplicità di utilizzo e la grande diffusione, che permette anche ai piloti meno esperti di reperire su internet una serie praticamente sterminata di feedback e informazioni. Drone contro aereo, cosa è successo a Londra I droni e i video dei fuochi d’artificio a Capodanno Natale 2015, i consigli per chi riceverà un drone in regalo Il Parrot Bebop è un quadricottero leggero e molto manovrabile con ottime qualità video. è piuttosto costoso e il controller va comprato subito. Il Bebop è il più recente drone di Parrot, un modello che va a sostituire l'apprezzato AR Drone 2.0.

Anch'esso è un quadricottero, ma a parte questo è un oggetto completamente rinnovato. Il corpo centrale ospita la centralina elettronica, la batteria e l'incredibile videocamera con obiettivo fisheye. Come il suo predecessore, infatti, anche il Bebop ha la videocamera integrata di fabbrica. Disponibile in tre diversi colori (il nostro era rosso fiammante), il Parrot Bebop Drone è assemblato in ABS, fibra di vetro e PPE, vale a dire polistirolo espanso (per la carena di protezione e il rivestimento). Una soluzione che serve a garantire una buona resistenza pur mantenendo il peso molto ridotto: il Parrot Bebop pesa infatti solo 400 grammi, che diventano 420 con la carena aggiuntiva. Quest'ultima è uno scudo che protegge il drone dagli impatti, da montare quando vogliamo farlo volare in spazi chiusi. Potete vederlo nei video inclusi in questa recensione, infatti il giorno del test pioveva ma per fortuna avevamo a disposizione un'area coperta abbastanza grande per pilotare il Bebop.

Il Parrot Bebop Drone si può comprare dal sito di Parrot a 500 euro (499,90), oppure si può scegliere il bundle con il radiocomando Sky Controller a 900 euro (899,90). Lo si trova anche su altri canali a prezzi leggermente minori, per esempio comprandolo su Amazon Italia si risparmiano 50 euro circa. Il radiocomando aumenta la portata del segnale a oltre due chilometri (dichiarati) e rende molto più facile pilotare il drone. Purtroppo però non è possibile comprarlo separatamente: ciò significa che se comprate il drone da solo e poi cambiate idea dovrete comprare un altro drone, a meno di trovare lo Sky Controller per vie traverse.Droni da passeggio, droni che consegnano pacchi o che cercano sopravvissuti nei disastri. Ma se invece volessimo solo divertici un po’ (ovviamente seguendo le regole)? Ad oggi le possibilità erano quasi solo due: droni low cost (fra cui inseriamo anche il Parrot Rolling Spider da noi già recensito) e droni professionali o semi-professionali.

In questo ambito Parrot è sempre stata leader e innovatrice ed è proprio dall’azienda francese che arriva la soluzione intermedia: Parrot Bebop. Può essere considerato un nuovo Ar.Drone, vista la possibilità di controllarlo con l’accelerometro o il touchscreen di un tablet o di uno smartphone, ma può anche essere molto di più e diventare appetibile a chi vuole iniziare a fare sul serio con il proprio drone, grazie a SkyController, un controller con due joystick direzionali per controllare al meglio il vostro Bebop. Aprendo la confezione troverete ovviamente il drone, delle eliche di ricambio, 3 batterie (2 per il drone e uno per il controller), lo Skycontroller, la tracolla e un supporto per piccoli tablet. Questo, permette di utilizzare tablet di qualsiasi dimensione nell’alloggiamento centrale del vostro comando. Il tablet vi servirà per navigare fra le opzioni del drone e sopratutto per vedere in prima persona quello che vede il drone stesso. Questo infatti può volare fino a 2 chilometri di distanza e allora vi servirà una visuale differente da quella ad occhio nudo, visto che il drone diventerà un piccolo punto indistinto già dopo qualche centinaio di metri.

Peccato che la possibilità dello streaming video sia l’unica funzionalità che ci abbia lasciato un po’ l’amaro in bocca. Ci è stato molto difficile infatti affidarci solamente a quello che vedevamo sul display, a causa di lag, rallentamenti o anche totali interruzioni del flusso video. Le premesse però sono comunque buone, un aggiornamento firmware rilasciato solo una settimana fa ha migliorato notevolmente la qualità del flusso video e contiamo sul fatto che in futuro si possa ancora fare dei passi in avanti in tal senso. Il piccolo drone è un gioiello della tecnica, anche se dai materiali (e dal colore) potrebbe non sembrarlo. Sono state utilizzate alcune soluzioni semi professionali, come i motori delle eliche e l’intera scocca stabilizzata a metà della sua altezza. A questo si aggiunge poi lo stabilizzatore ottico della fotocamera stessa, che realizza video a 1080p di buona qualità. L’immagine viene “raddrizzata” via software per non avere una distorsione circolare tipica delle fotocamere grandangolari e questo ne penalizza un minimo la qualità, ma in una giornata di sole riuscirete comunque a fare riprese spettacolari.

Sullo SkyController è presente poi uno stick sul dorso che permette di ruotare la fotocamera (in realtà la fotocamera è immobile, ma vista l’enorme apertura è comunque possibile scegliere inquadrature diverse). Due punti ci hanno poi stupito molto: la stabilizzazione del volo in aria e la robustezza. Grazie a varie tecnologie come GPS, fotocamera posta sotto la scocca e infrarossi, Bebop riesce a contrastare l’azione del vento e rimanere immobile in un punto in aria. Questo permette anche ai meno esperti di destreggiarsi bene nell’aria senza preoccuparsi troppo di perdere il controllo. E se dovesse succedere potreste trovarvi davanti a due situazioni a cui Parrot mette comunque una pezza. Nel caso di incidente il drone si è dimostrato incredibilmente robusto, riportando a malapena qualche graffio. Nel caso invece siate solamente spinti troppo lontano dalla foga vi basterà premere il tasto di ritorno a casa e grazie al GPS questo tornerà da voi (in linea retta). Se avete avuto modo di provare Ar.Drone o Rolling Spider capirete dopo il primo secondo che Bebop è completamente di un altro livello e questo è bene tenerlo a mente perché, se esteticamente può sembrare solo un piccolo drone come tanti (molto più compatto e colorato), il prezzo non si può certo definire contenuto: 499€ per il solo drone, 899€ con lo Skycontroller.