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Riprese aeree a 180° in Full HD, un sistema di controllo all'avanguardia e un segnale wi-fi espandibile: ecco le caratteristiche del modello in uscita a dicembre Un nuovo drone Parrot in arrivo. Si tratta del Bebop, il nuovo modello della casa francese prenotabile online da oggi, 17 novembre, e disponibile ufficialmente negli store a partire da dicembre. Insomma, giusto in tempo per un regalo di Natale davvero particolare. Bebop Drone, questo il nome completo, è un quadricottero che rappresenta un’evoluzione del Ar.Drone 2.0. È dotato di una fotocamera Full HD da 14 mpx stabilizzata su una struttura a 3 assi ed è in grado di girare video e scattare foto a 180° (qui sotto un esempio, dal sito di Parrot). Sviluppata appositamente per il drone, la telecamera trasmette in tempo reale le riprese aeree direttamente sullo schermo di smartphone e tablet ed è controllabile con il pollice, per muoverla nella direzione desiderata. I video e le foto girate vengono trattate digitalmente grazie al processore Parrot P7 Dual Core e registrate sulla memoria flash a 8 GB del Bebop Drone.
La qualità delle immagini è garantita da quattro ammortizzatori, che attutiscono le vibrazioni del motore, e da algoritmi per la stabilizzazione. Dal punto di vista puramente tecnico, Bebop Drone è un Apr leggero (pesa intorno ai 400 grammi), equipaggiato con una serie di sensori. Ci sono, in particolare, un accelerometro, un giroscopio e un magnetometro a 3 assi e un sistema (Chipset) che aiuta a mantenere il drone stabile ad alta quota. parrot ar drone enduranceIl mezzo è dotato di due antenne biband wi-fi, che permettono di controllarlo fino a una distanza massima di 250 metri.parrot ar drone soldes Dal punto di vista del controllo, l’approccio è quello consueto di Parrot. parrot ar drone kopenIl Bebop Drone è dotato di un’applicazione di pilotaggio gratuita, che si chiama FreeFlight 3.0.
Sulla schermata di benvenuto, il pilota può accedere alle funzionalità di base, come pilotaggio, foto/video e piano di volo. Cliccando sul pulsante take off, il drone accende i motori, decolla, si stabilizza e attende le istruzioni del pilota. Con il pollice sinistro si attiva un joystick che permette di controllare i movimenti del drone, mentre la direzione può essere indicata inclinando smartphone o tablet. Per gestire la telecamera, bisogna invece utilizzare il pollice destro. La funzione Return Home, inoltre, permette il ritorno del Bebop Drone alla posizione di partenza. Con il nuovo Apr di Parrot è possibile acquistare anche lo Skycontroller. Si tratta, in concreto, di una sorta di telecomando RC, che offre una connessione wi-fi ancora più potente (fino a 2 km). Lo smartphone o il tablet di pilotaggio va fissato sul dock di controllo per visualizzare sullo schermo quello che il Bebop Drone sta inquadrando. Dal punto di vista del prezzo, per avere il Bebop Drone servono 499 euro.
Per la versione con Skycontroller, incluso, invece, ne servono 899. Un aumento di prezzo giustificato dalle caratteristiche del drone. Non più, come i suoi predecessori, un semplice giocattolo, ma un mezzo che, se impostato nel migliore dei modi, si piazza a cavallo tra la componente ludica e quella professionale. Cosa c’è da sapere sul drone Parrot Bebop 2 I droni di Parrot al Paris Airshow 2015 Parrot Bebop Drone, guida a Skycontroller -VIDEOOra sì che abbiamo capito davvero perché da mesi, dal suo debutto come prototipo in quel del CES di Las Vegas lo scorso gennaio, tra gli appassionati di roba geek che più geek non si può non si parla d’altro. Drone in azione, mettere le dita su un iPhone per pilotarlo e vederlo volteggiare nell’aria come una libellula cibernetica che sembra uscita da un romanzo di Asimov, è un’esperienza unica… coinvolgente come nessuna realtà virtuale, nessun videogame così come li abbiamo conosciuti fino ad oggi, nessuna esperienza di realtà aumentata ha mai potuto esserlo.
Parola di chi, anche se solo per una manciata di minuti, l’ha provato. Dopo tanta attesa, Parrot ha infatti presentato alla stampa italiana il gadget tecnologico più atteso dell’anno: l’elicottero radiocomandato con webcam integrata che si controlla via iPhone, iPod touch e iPad. E noi di Wired, ovviamente, non ci siamo fatti sfuggire l’occasione di toccarlo con mano e finalmente provarlo. Il test di volo è durato solo pochi minuti – interrotto da un atterraggio alquanto rovinoso sul pavimento – ma l’esperienza, lo ribadiamo, è stata incredibilmente coinvolgente. E interessante, perché ci ha permesso di capire un bel po’ di cose in più sulle sue caratteristiche tecniche e sulla vera natura di un gadget tecnologico a dir poco insolito.Drone non è à semplicemente un giocattolone per impallinati di tecnologia o di aeromodellismo. Parrot, e qui sta la genialità dell’idea, l’ha pensato come una vera e propria piattaforma aperta su cui è possibile sviluppare applicazioni capaci di fondere il mondo dei videogiochi con quello dei dispositivi radiocomandati.
Il kit di sviluppo software è liberamente scaricabile dal sito appositamente creato per il progetto e Parrot non richiede alcuna revenue agli sviluppatori che decidono di aderire; ad oggi sono già più di 450. La prima app già disponibile sull’App Store di Apple si chiama AR.FreeFlight: è gratuita ed è in pratica l’applicazione per il “volo libero” sviluppata direttamente da Parrot (quella che abbiamo utilizzato per il nostro primo test). A questa si aggiungeranno presto altre due app – AR.FlyingAce – che invece promettono un’esperienza di gioco vero e proprio: costeranno entrambe 2 euro e 99 centesimi. Da un punto di vista tecnico, l’AR.Drone è un vero concentrato di tecnologie, prima di tutto wireless visto che Parrot è un marchio specializzato in questo. Il collegamento fra l’elicottero e il dispositivo di controllo (al momento solo quelli di Apple ma in futuro chissà) avviene via rete Wi-Fi (IEEE 802.11 b/g), ma senza necessità di un router che faccia da ponte: il modulo integrato nell’AR.
Drone crea infatti una propria rete con un raggio di azione che all’aperto sfiora i 50 metri (dati dichiarati dal produttore, non abbiamo avuto modo di verificarlo nello spazio chiuso del luogo dove è avvenuta la presentazione). Dalla connessione Wi-Fi passa naturalmente anche lo streaming live delle immagini riprese dalle due videocamere di bordo dell’AR.Drone e visualizzate a pieno schermo sull’iPhone e sull’iPod touch: quella frontale con risoluzione VGA 640×480 pixel e quella rivolta verso il basso con risoluzione 176×144 pixel (quest’ultima ha una scansione di ben 60 frame al secondo che permette all’elicottero di rilevare la propria velocità rispetto al terreno; la velocità massima dichiarata è di ben 18 Km/h). La qualità del video in streaming è notevole nonostante la trasmissione mostri un leggero ritardo: per volteggiare liberamente non è un problema, in determinate situazioni di gioco potrebbe esserlo. Per rendere accessibile la navigazione aerea anche a chi non ha un brevetto di pilota elicotterista, l’AR.
Drone ha un computer di bordo basato su un processore ARM a 468 MHz con sistema operativo Linux che, insieme ad una ricca serie di sensori e perfino ad un altimetro con campo di azione di 6 metri (questa è l’altezza massima impostata di default, ma si può modificare… a proprio rischio e pericolo), si occupa di stabilizzare il più possibile il volo dell’elicottero. Per governare al meglio l’AR.Drone occorre comunque un po’ di pratica. La teoria è semplicissima: con un dito controlli il movimento verticale e la rotazione, con l’altro appoggiato sullo schermo inclini in avanti l’iPhone per fare avanzare l’elicottero e indietro per la retromarcia; l’inclinazione destra e sinistra produce una derapata nella rispettiva direzione. Mettersi ai comandi non è però così immediato e nel nostro test abbiamo rischiato non poche collisioni con le pareti, il soffitto e con gli altri AR.Drone presenti nel nostro spazio aereo, fino all’atterraggio non proprio da manuale di cui accennavamo all’inizio (in realtà l’intenzione non era quella di atterrare perché per questo, come per il decollo, c’è il pilota automatico, ma ci siamo ritrovati quasi involontariamente con il velivolo spanciato sul pavimento).
Da un punto di vista “aeronautico”, l’AR.Drone è dotato di quattro eliche mosse da altrettanti motori elettrici da 15 Watt a 4000 rpm, una struttura tubolare in carbonio, e una doppia scocca sostituibile: una per utilizzi “indoor” e una per il volo all’aperto. La prima è una sorta di grosso paraurti in polipropilene espanso che circonda l’intero dispositivo e protegge le eliche dal contatto con arredi, pareti e ostacoli di vario genere (nei duelli aerei tra AR.la seconda scocca lascia invece completamente libere le eliche e rende l’elicottero meno sensibile alle correnti d’aria. All’interno c’è la batteria che assicura una autonomia di soli 12 minuti (e ce ne mette 90 per ricaricarsi): decisamente poco, anche se il problema è ovviamente contenere il peso; la batteria è comunque sostituibile con facilità, quindi per scorrazzare in volo senza affanni conviene averne almeno un paio di scorta.Drone e questa è stata la nostra prima, breve ma intensa esperienza di pilotaggio.